ALCIDE DE GASPERI

Alcide Amedeo Francesco De Gasperi (Pieve Tesino, 3 aprile 1881 – Borgo Valsugana, 19 agosto 1954) è stato un importante politico italiano. Prima membro della Camera dei Deputati Austriaca per il collegio uninominale della Val di Fiemme nella Contea del Tirolo, poi esponente del Partito Popolare Italiano e fondatore della Democrazia Cristiana con il suo scritto “Le idee ricostruttive della Democrazia Cristiana”, è stato l’ultimo Presidente del Consiglio dei ministri del Regno d’Italia ed il primo della neonata Repubblica Italiana. A lui è intitolato il Museo Casa De Gasperi di Pieve Tesino. Viene oggi annoverato assieme al francese Robert Schuman, al tedesco Konrad Adenauer e all’italiano Altiero Spinelli tra i padri fondatori dell’Unione europea.

Italiano di lingua, De Gasperi si formò nell’allora Tirolo italiano, che all’epoca era parte dell’Impero austro-ungarico. Nel 1900 si iscrive alla facoltà di filosofia dell’Università di Vienna entrando in contatto con il movimento cristiano sociale. Ispirato dall’enciclica di Papa Leone XIII Rerum Novarum, diventa un fiero avversario del capitalismo liberale e del socialismo. Nel 1905 entra a far parte della redazione del giornale “Il Nuovo Trentino” e, divenutone il direttore, dalle colonne del quotidiano appoggia in maniera incondizionata il movimento che auspicava la riannessione del Sud Tirolo all’Italia. Nel 1906 diviene membro del Partito Popolare Trentino ricoprendone, dal 1911, il ruolo di Segretario. Eletto nel Parlamento di Vienna, difende i diritti linguistici dei trentini, e, allo scoppio della guerra contro l’Austria, si schiera per la neutralità italiana.

Nel 1919 aderisce al Partito Popolare Italiano promosso da don Luigi Sturzo e solo nel 1921 venne eletto deputato a Roma in quanto il Trentino a quell’epoca era stato sottoposto a regime commissariale. Nel frattempo, però, l’inarrestabile ascesa del fascismo verso la dittatura totalitaria lo costringe a dimettersi alla fine del 1925. Nel marzo del 1927 verrà anche arrestato a Firenze con l’accusa di espatrio clandestino. Resterà in carcere due anni e sei mesi. È il periodo più difficile della sua vita. A causa di una sua malattia, l’intercessione della Santa Sede gli consente di trascorre la detenzione prima in una clinica sotto sorveglianza, poi di godere della libertà vigilata. In questo periodo si dedica alla traduzione dal tedesco di alcuni testi fondamentali della religione cristiana, il che gli consente di accedere alla Biblioteca Apostolica Vaticana dove rimane a lavorare fino al crollo del regime fascista.

Durante la lotta partigiana, attorno ai Comitati di Liberazione nazionale, nacquero nuovi partiti politici, tra cui la Democrazia Cristiana che si rifaceva alle idee di Sturzo e aveva a capo politico proprio Alcide De Gasperi. Nel caotico periodo del dopoguerra italiano, e successivamente alla vittoria del Referendum da parte della Repubblica, il 28 giugno 1846 l’Assemblea costituente lo elesse primo capo di governo dell’Italia repubblicana. Alle successive elezioni del 18 aprile 1948 la Dc riportò una schiacciante vittoria ottenendo il 48,5% dei voti contro il 31% delle sinistre. Toccò, quindi, ad Alcide De Gasperi formare un nuovo ministero, con la partecipazione di tutti i partiti antifascisti, il primo di una lunghissima serie a guida democristiana. Ormai saldo al governo, De Gasperi ha due grandi progetti: ancorare l’Italia all’Occidente e costruire un grande partito cattolico, un partito di massa, in grado di poter raccogliere attorno a sé un grande numero di cittadini.
Dal 1948 al 1953 l’attività di De Gasperi è imperniata in una politica riformista che non sconvolge gli equilibri sociali e che garantisce alla DC il consenso delle masse popolari e, in modo particolare, di quelle rurali che rappresentano il suo bacino elettorale. Proprio per questo, al fine di rendere più stabile la coalizione governativa, De Gasperi modifica la legge elettorale in senso maggioritario nell’imminenza delle elezioni politiche del 1953. Lo scopo è quello di assegnare il 65% dei seggi al partito, o al gruppo di partiti, che ottenga la metà più uno dei voti.

Alle elezioni del 7 giugno 1953 la Dc ottenne il 40% dei voti raggiungendo con l’insieme dei partiti apparentati solo il 49%. De Gasperi subisce, così, la prima grande sconfitta. È la fine del centrismo e della sua carriera politica.

muore meno di un anno dopo a Borgo Valsugana, il 19 agosto del 1954, nel Trentino diventato nel frattempo regione autonoma della Repubblica italiana.