Si è tenuto nel giorno dell’Immacolata al cinema-teatro di Castello Tesino l’evento di presentazione dell’ultimo libro del poliedrico artista ed etnomusicologo Renato Morelli “Canti popolari del Tesino – Le registrazioni del 1977-1978”. Opera letteraria dedicata alla tradizione canora della valle alla quale si aggiungono due cd contenenti 55 documenti sonori sapientemente selezionati all’interno del corpus tesino di 105 canti popolari. Tutti registrati da Morelli sul finire degli anni settanta nel corso di quella che egli stesso definisce la sua “prima ricerca etnomusicologica effettuata sul campo”. Un’indagine che oggi si trasforma in una testimonianza oltremodo preziosa non solo perché il canto popolare sta progressivamente ed inesorabilmente scomparendo dal Tesino, rimanendo vivo unicamente nella memoria dei più anziani, ma anche perché l’opera che ne scaturisce rappresenta l’unico volume dedicato al patrimonio etnofonico della conca dopo “Canti e cultura tradizionale del Tesino”, pubblicato sempre da Morelli nel 1983.
La serata di presentazione, condotta dall’autore alternando le registrazioni dei vecchi brani del ’77/’78 con la riproduzione dal vivo dei medesimi da parte dei gruppi canori “Cantà Proman” (Premana – LC) e “Cantori di Verméi” (Vermiglio – TN), ha visto la partecipazione entusiasta di moltissimi Tesini che proprio non hanno voluto perdere l’occasione di riascoltare molti dei canti facenti parte della loro tradizione popolare.
“Una serata speciale resa possibile grazie all’energia e alle risorse dell’Ecomuseo del Tesino e dei tre comuni della valle” – spiega colui che per primo ha creduto in questo progetto, il delegato alla cultura del Comune di Castello Tesino Nicola Sordo. “Così come un meraviglioso viaggio non dovrebbe mai venir scordato per poter essere considerato tale – prosegue il presidente dell’Ecomuseo Luca Boso – mi auguro che allo stesso modo quest’opera non venga mai dimenticata”.
Alla presentazione   sono intervenuti anche i sindaci di Cinte e Pieve Tesino, Angelo Buffa e Carola Gioseffi, i quali di sono detti entusiasti per l’ottima riuscita del progetto, vera e propria pietra miliare della cultura e dell’antica tradizione tesina.