Costumi e Tradizioni del Tesino

 

Una comunità che ha mantenuto tradizioni e costumi

 

STORIA COMUNITA’

“Essendo la Valle fuori di passaggio eccetto di quelli, che vanno e vengono dal Primiero e Lamone vi si conservano certe usanze che indicano molta antichità (…)” (Montebello, 1793)

La citazione è ancora attuale e il Tesino conserva ancora oggi alcune tradizioni non riscontrabili nelle vicine vallate:

Il Biagio delle Castellare. Il mercoledì delle ceneri, la comunità di Tesino celebra con uno spettacolare processo, la condanna e l’impiccagione del conte Biagio delle Castellare, tiranno crudele e oppressore del Tesino. Il carnevale del Biagio trae origine da un evento storico realmente accaduto nel 1365.

‘ndar incotr’a marzo. Si tratta di un antico rito propiziatorio pagano, celebrato all’inizio dell’anno agrario romano che ora viene perpetuato da un gruppo di giovani che, con campanacci e altri attrezzi rumorosi, segnalano l’arrivo di marzo.

Le verde. Pietanza tipica della Valle del Tesino, territorio vocato alla produzione del cavolo cappuccio. Simili ai crauti, se ne differenziano per lavorazione, forma e colorazione: ideale per accompagnare secondi piatti con polenta e carni tipiche.

Il costume. Il tradizionale abito femminile è uno dei più antichi ed interessanti dell’intero arco alpino ed è strettamente legato all’epopea dei viaggiatori ambulanti che, al ritorno dai loro lunghi viaggi in tutto il mondo, portavamo alle proprie donne da ogni dove preziosi souvenir: scialli tirolesi, granati della Carinzia e della Bohemia, panni di Francia e di Fiandra.

La conservazione di costumi e musiche è garantita dal lavoro di bande e gruppi e folcloristici con una storia ormai secolare.

I Comuni del Tesino hanno adottato una deliberazione a tutela del proprio costume tradizionale.

Il Centro Tesino di Cultura è attivo ed opera ormai da quasi due decenni per il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali di cui fanno sicuramente parte i gruppi folkloristici ed il costume tesino in particolare, che recentemente ha subito tentativi di scopiazzature ed imitazioni da parte di gruppi appartenenti ad altre Comunità che non fanno parte della nostra Conca, per cui vari rappresentanti dei gruppi folkloristici di Pieve e di Castello, della Banda Folkloristica di Castello Tesino della politica e della cultura locali si sono riuniti per discuterne e trovare il sistema per tutelare una tradizione tipica del Tesino.

Il Centro Tesino di Cultura presenta quindi, singolarmente, la seguente proposta di deliberazione ai Consigli Comunali di Castello Tesino, Pieve Tesino e Cinte Tesino, affinchè ognuno di essi la adotti e ne invii copia ai competenti organi provinciali, tutelando in tal modo, nelle singole componenti e nella sua totalità, un patrimonio che ci è stato tramandato dai nostri avi fino ad essere canonicamente fissato e regolamentato con la nascita dei due Gruppi Folkloristici verso gli anni ’30 del secolo scorso.
Il costume tesino è peculiare e caratteristico della nostra conca. Esso trae le proprie radici dall’ ambulantato dapprima di pietre focaie, le prie fogarole, e successivamente di stampe, sacre e non, con cui i Tesini hanno percorso le vie dell’Europa e del mondo intero, dal XVII agli inizi del XX secolo. Dicevamo trae le proprie radici, perché era usanza che i mariti ed i fidanzati, al ritorno dai propri viaggi, portassero in dono alle amate, un fazzoletto di seta, un pezzo di stoffa particolare, un grembiule, un paio di orecchini, ecc.
Si vennero così a delineare, col tempo, le caratteristiche di quello che è attualmente conosciuto come costume tesino, specialmente per quel che riguarda la parte femminile.

Le testimonianze e la bibliografia che documentano il costume tesino sono vaste e risalgono addirittura alla fine del 1700, quando il Montebello, nel suo Notizie storiche, topografiche e religiose della Valsugana e di Primiero, scrive che il vestito delle donne [tesine] è qui assai diverso dal rimanente della Valsugana… e Carl Von Lutterotti, nei primi anni ’30 dell’800 ce li presenta iconograficamente, questi costumi, con degli acquerelli che se pur non sono opere d’arte, ne riportano gli elementi essenziali: cucco, pettorina, nastri, grembiule, dappè. Seguono poi i manoscritti conservati presso la Biblioteca comunale di Trento e trascritti da Narcisa Lucca nel libro Tradizioni tesine in tre manoscritti ottocenteschi che descrivono accuratamente il costume tesino, sia maschile che femminile e le usanze delle donne tesine. Va inoltre ricordato l’anonimo disegnatore, ospite dei fratelli Pellizzaro di Pieve, proprietari di un negozio, nonché editori essi stessi di stampe, a Besancon, in Francia, che, nel 1855, realizzò una miriade di disegni che ritraggono personaggi di Pieve nella loro quotidianità e quindi anche il modo di vestire che è poi diventato costume. Sempre a metà ‘800, fu realizzata dalla ditta Turgis editrice a Parigi ed a New York, in coedizione con la ditta Mucke di Londra, che non avevano origini tesine, una serie di stampe, intitolata Costumes de Pieve Tesino: di tali stampe conosciamo la n. 17, intitolata Le depart du Pays, la partenza dal paese, che rappresenta il mercante di stampe, salutato dalla moglie e dalle due figlie al passo della Forcella, mentre sta per partire per uno dei suoi viaggi, e la n° 18 La priere pour les absens,la preghiera per gli assenti, che rappresenta il nonno, la moglie e le due figlie raccolti in preghiera per il loro caro lontano, sempre al capitello della Forcella: in entrambe sono ben rappresentati i costumi tesini. Il fatto che degli editori non tesini avessero pensato di investire sulle rappresentazioni dei costumi tesini, la dice lunga sulla bellezza degli stessi e sulla vendibilità di tali riproduzioni iconografiche. Altre stampe, rappresentanti un contadino ed una contadina del Tesino nel loro vestito tradizionale sono state edite ad inizio ‘800 da Vincent Zanna, editore tesino ad Augsburg, e collocate nell’allestimento della stanza da letto del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di S. Michele all’Adige. Tralasciando molte altre citazioni bibliografiche per le quali si rimanda all’allegato DVD, va ricordato il testo di Santo Fietta Chioli Notizie storico critiche intorno a Tesino ed ai suoi abitanti in generale, con particolare riguardo alle donne di Pieve e al loro vestiario, edito nel 1878.

La documentazione fotografica degli elementi che compongono il costume femminile è stata realizzata domenica 25 aprile c.a. dal sig. Mariano Avanzo, mentre le signore Roman Elide, Granello Diella, Gecele Marisa, Fracaro Lorenza ed Avanzo Maria hanno provveduto alla vestizione delle due tasine Zampiero Daiana e Dalsaso Ivana. Tale documentazione fotografica è stata fissata su DVD insieme alla documentazione iconografica storica, alla documentazione bibliografica, alla descrizione delle procedure di vestizione narrata in due diversi articoli dal sig. Mario Marchetto e dalla sig.ra Elda Fietta Jelen, ed alla descrizione dei componenti e degli accessori del costume, realizzata in data 22 luglio c.a. dai sigg. Mariano Avanzo, Boso Iride, Dorigato Loredana, Muraro Tiziana, Nervo Fulvia, Sordo Ferruccia e Menon Jessica, e viene allegata alla presente deliberazione come parte integrante e sostanziale della stessa
La PAT, con la L.P. 28.03.2009, n° 2 art. 64 ha modificato la L.P. 03.10.2007, disciplina delle attività culturali, inserendo la possibilità di sottoporre a finanziamento “costumi e altri accessori”. Se da un lato ciò ha consentito anche ai nostri Gruppi Folkloristici di accedere a finanziamenti pubblici, d’altro canto ha dato modo anche ad altre formazioni prive di un costume di richiedere finanziamenti per un costume che, da più parti, si è tentato di scopiazzare da quello tesino.
A tutela di un patrimonio immateriale unico, tipico e caratteristico della Conca di Tesino e non di altri paesi o vallate anche vicine, si propone, analogamente ai Comuni di Castello Tesino e di Cinte Tesino, di adottare la presente deliberazione che permette di definire tutte le caratteristiche tipiche del costume tesino costituente patrimonio cultura e tradizione della Valle di Tesino e ciò al fine di consentire eventuale diffida formale e qualsiasi azione a tutela dell’integrità di tale costume tipico della Valle di Tesino, con conseguente pure azione di risarcimento danni e/o esposto denuncia per usi impropri ed abusivi utilizzi di tale patrimonio culturale.