Dopo quindici edizioni della “Lectio degasperiana”, che hanno visto la presenza di storici, giornalisti, studiosi e uomini politici, l’appuntamento del 2019 fissato per domenica 18 agosto a Pieve Tesino, ore 17, darà voce direttamente al protagonista, Alcide De Gasperi, attraverso le sue lettere interpretate dall’attore Andrea Castelli e contestualizzate da Giuseppe Tognon, presidente della Fondazione e dell’Edizione nazionale dell’Epistolario degasperiano.

De Gasperi si è, infatti, mosso nella politica usando con maestria la parola scritta e orale. I testi e i discorsi più importanti della sua vita testimoniano la sua grande potenza di pensiero e una straordinaria capacità di sintesi. Allo stesso tempo, le sue lettere ci svelano un uomo diverso dall’immagine che comunamente si ha di lui. Incontriamo così una persona energica, innamorato della sua terra e delle sue montagne, capace di alleggerire con l’ironia e con un’incredibile forza d’animo i tanti rovesci della sua vita. Le circa trenta lettere scelte per la Lectio accompagneranno i presenti attraverso un viaggio nel Novecento e nella singolare parabola umana dello statista nato a Pieve Tesino nel 1881. Il percorso prende, infatti, avvio nei primissimi anni del secolo scorso, quando si assiste all’affacciarsi di un giovane De Gasperi sulla scena dell’impegno civile nel contesto trentino tirolese. La Prima guerra mondiale ne segna uno spartiacque fondamentale: qui le lettere si fanno scarne e dirette, ma non mancano di rilevare aneddoti curiosi, come l’impegno profuso dallo statista per ottenere la scarcerazione della giovane Bice Rizzi, futura prima direttrice del Museo del Risorgimento di Trento e figura di spicco del Novecento trentino.

Da uno spartiacque all’altro, la corrispondenza privata mostra il progressivo affermarsi del fascismo. Nel 1925 le confidenze a don Guido de Gentili esprimono le difficoltà vissute in quegli anni. Durante il ventennio De Gasperi è un emarginato. Si sfoga così con don Luigi Sturzo: “Penoso è particolarmente il dover assistere inerti all’oscuramento d’idee che avevano illuminato tanto cammino della nostra vita”.

La corrispondenza si assottiglia negli anni della guerra, per arricchirsi ulteriormente nel 1945 quando De Gasperi intraprende il percorso che lo porterà alla guida del Paese. Lo troviamo quindi a discutere con Togliatti del suffragio femminile, condividere con Nenni l’angoscia per il rischio di una guerra civile in Italia, trattare con Dossetti e Fanfani questioni interne alla Democrazia Cristiana.

Attorno a De Gasperi si muovono amici, collaboratori, compagni di partito, avversari politici, capi di Stato, religiosi… Per ognuno De Gasperi ha parole attente, a tratti dure, a tratti capaci di ironia, come quando ammonisce così un giovane Giulio Andreotti dicendo: “Quando diventerete saggi, v’accorgerete che avevo ragione; ma sarà tardi”.